33 giri di boa

L’album d’esordio, in uscita per Discipline.
Dal 17 marzo 2017 in streaming e digital download.

Parlano di 33 giri di boa

...è giusto riconoscere a One Boy Band il merito di aver sapientemente attribuito solidità e individualità a ciascun brano del disco, senza mai sfociare nel banale o nel già sentito.

RockitDavide Lotto

Un bit costante generato da sequenze pre programmate, fa da spina dorsale al pezzo mantenendo, se vogliamo, un aura un po' vintage, mentre una chitarra acustica regge tutta la ritmica della canzone.
L'incedere del pezzo evolve, dopo le prime strofe, con spruzzi di Fender i quali, piano piano, emergono con rif molto delicati e raffinatissimi che arricchiscono l'assieme con vocalizzi, molto discreti, che colorano, in lontananza, la linea di cantato.

Marie ClaireVainer Broccoli

...ecco che il sound prende forma, con arpeggi acustici in primo piano a cui si legano distorsioni elettriche sullo sfondo, in un connubio pressochè perfetto.

ExitWellGiuseppe Zibella

Musica d’autore quasi eterea che si affaccia su territori desertici e pieni di riverberi interiori per dare un senso ad un suono d’insieme che si allontana dall’autocontrollo e lambisce la terra, lambisce l’isola come fosse mare docile, ma in continua trasformazione per un disco che ha il sapore necessario di una sedimentazione e di un proverbiale ricordo di tempi migliori.

IndiepercuiMarzo Zordan

La lode, però, [...] se la merita per le composizioni originali, tra cui spiccano Musa, La Ballata Degli Uomini Buoni, La Mia Complice e Due.

Extra Music MagazineValerio Di Marco

A conti fatti, siamo di fronte ad un lavoro di buona qualità. One Boy Band ha delle doti compositive ammirevoli, cosa che risalta soprattutto nelle sezioni strumentali dei cordofoni.

Periodico DailyMatteo Croce

Nel disco inoltre convivono momenti più pop come Il progetto, ottima per allargare gli orizzonti del cantautore, a momenti più intimi ed eterei, come La ballata degli uomini buoni, il miglior brano del disco che fa leva sulla dolcezza.

Music Coast To Coast

...non siamo di fronte ai quattro accordi classici del cantautore folk, ma ad ambientazioni sonore più ariose ed elaborate.

TraksFabio Alcini

Una delle cose che mi ha colpito di questo artista è la voce. Questo cantautore ha una voce davvero particolare, un timbro che non si sente spesso in giro. È originale. Un timbro caldo, denso, vissuto.

Live Music LombardiaPriscilla Marvel

Bio

One Boy Band è una one man band composta da un cantautore siculo-brianzolo (Davide Genco), una chitarra, una loop-station e un ukulele.

Ha all’attivo numerosi concerti in vari circoli milanesi e dell’hinterland – fra cui Magnolia, Arci Bellezza, Bloom, Parco Tittoni e Tambourine – e all’estero in Francia e Regno Unito, durante i quali ha condiviso il palco con artisti come Giuliano Dottori, Non Voglio Che Clara, Fabrizio Pollio (Io?Drama), Fabrizio Cammarata, Fabrizio Coppola, Bob Corn, Fratelli Calafuria, Stefano Vergani, Saturnino e Luca Urbani (Fluon, Garbo, ex Soerba).

One Boy Band ha un repertorio di brani originali in Italiano, che nei live alterna con alcune cover fra gli altri di Joy Division, Daniel Johnston, The Smiths e Faith No More. In tutti i dischi finora pubblicati ha eseguito in prima persona tutte le parti strumentali, suonando anche mandolino, banjo, basso e tastiere e scrivendo le batterie. Fra le sue influenze principali figurano J Mascis, Kurt Vile, Sun Kil Moon, Beirut e Sufjan Stevens.

L’EP omonimo “One Boy Band” del 2010 è il primo lavoro ufficiale, al quale segue un tour che lo porta a tenere un house concert e a suonare fra le mura del Politecnico di Milano.

Nel 2013 è la volta dell’EP “La Vita Erotica Dei Cantautori”, che si avvale per la prima volta di un’ospite esterna, Irene Facheris alle voci.

Nel 2017 esce il primo LP, dal titolo “33 Giri Di Boa” per l’etichetta Discipline, masterizzato da Andrea Ravasio al Frequenze Studio di Monza (MB). 
10 tracce originali e 1 cover dei Joy Division – di cui One Boy Band ha curato interamente arrangiamenti ed esecuzione, con le backing vocals di Irene Facheris – in cui prevalgono gli strumenti a corda (chitarre elettriche e acustiche, ukulele, mandolino e banjo) e con testi intimisti che indagano le dicotomie amore/morte e passato/futuro.

Nel 2018 porta in tour nei principali locali italiani (fra cui Alcatraz, Locomotiv Club e Hiroshima Mon Amour) il progetto “Into The Wild Night”, un omaggio alla colonna sonora del film omonimo che ripercorre il rapporto dei Pearl Jam con il cinema e che registra sold out in quasi tutte le tappe.

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